[...] Lontani a destra gli estesi pioppeti che accompagnano lo scorrere del fiume si avvicinano mentre raggiungo l’abitato di Corte S.Andrea; anche qui un cartello indica la direzione verso il “Transitus Padi”, ed un grande arco immette nell’abitato ricordandone il suo importante passato. Più avanti discendo al punto di imbarco dove vi è una stele recentemente posta a perenne memoria con due pietre poste ai piedi dell’affusto recanti incisioni; a destra sotto i pioppi, vi è un Cottage che serve anche da luogo di sosta per i pellegrini come mi dirà poi Favari. Ora sono le 8,30 e mi siedo sull’argine guardando un pescatore in riva al fiume che sembra una statua tanto è immobile, lo scorrere del fiume è lento e placido con solo delle lievi increspature che al rinforzare della brezza turbano la superficie mentre a volte sull’argine, delle improvvise e forti raffiche di vento scompigliano le fronde dei pioppeti provocando turbinii di sabbia e foglie. Alle 9,10 ecco Favari arrivare con lo scooter: novello Sigerico modernizzato e scoppiettante; che mi pone sulla credenziale il timbro della Compagnia anche questo molto bello e riferito alla Francigena, mentre attendiamo l’arrivo del battelliere con la nuova barca avuta in dotazione: sarà il mio il primo trasbordo della nuova barca per il trasporto dei pellegrini qui al guado ed alle 9,40 eccola che giunge molto bella e veloce. Foto di partenza, e poi siamo a bordo avviandoci a prendere il centro del fiume: la sensazione è come se mi recassi in un’altra terra attraversando il Grande Fiume, un ostacolo altrimenti insuperabile come lo era sicuramente per i pellegrini dei secoli passati che qui giungevano ed a volte dovevano attendere per giorni e giorni qualche barcaiolo misericordioso che li traghettasse sull’altra sponda. Il battelliere si chiama Parisi Danilo, tipo alla mano simpatico e gioviale, anche lui fa parte della Compagnia di Sigerico e mentre governa la barca abilmente mi spiega dove sono le secche e di come il fiume sia infido a questo riguardo cambiandone il posto continuamente. In 10 minuti arriviamo a Soprarivo dove è l’approdo, invitandomi a bere un bicchierino a casa sua, proprio lì in alto sopra l’argine, dove a volte ospita dei pellegrini di passaggio; non vuole essere pagato per il servigio che mi ha reso e mi indica il tratto da fare sull’argine verso Calendasco con le relative scorciatoie. Incontri con persone cordiali ed amiche dei pellegrini già di primo mattino…Cammino sull’argine dirigendomi verso Calendasco prendendo i sentieri. Alcuni gelsi solitari punteggiano la campagna; forse anche qui nei tempi andati la cultura dell’allevamento del baco da seta era una delle risorse di vita. Il caldo è afoso e non vi sono nuvole in cielo; perfino le zanzare mi lasciano in pace, preferendo forse riposare sotto l’ombra di una fogliolina. [...]
Sala Mauro
Pubblicato da maurizio
il gennaio 23 2010 13:24:59 1 Commenti ~
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